Piccolo monologo che mi è venuto in mente pensando ad una certa persona e osservando la pioggia. Ho provato ad immedesimarmi ma non so fino a che punto sono "penetrata" nel suo animo. Forse per niente, anzi sono sicura che lui mi dirà così.
Buona lettura.
Piove. ma non mi importa. La mia sigaretta è bagnata ma continuo a fumarla, proteggendola con la mano.
Che sapore schifoso.
Anche oggi, un giorno infelice. Anche oggi, mi chiedo se davvero valga la pena andare avanti, trascinando il mio corpo lungo questi giorni faticosi.
Continuo a camminare per le strade della mia città. E' buio ormai, l'unico rumore che sento è il mio cellulare che suona in continuazione.
Non ho voglia.
Lo spengo, faccio prima.
Continuo a camminare, senza fretta, senza direzione.
Cammino mentre penso a lei. Non ce la faccio, la sua faccia è ancora impressa nella mia mente.
Ti amo.
I suoi occhi esprimevano pietà, non amore.
Sarò mai felice?
La ferita sulla mano brucia ancora. Ho rischiato tanto per lei, tutto. La mia vita, il mio cuore, persino il mio cellulare.
E' un bel tipino, sapete?
Ama dire che è una stronza puttana, perchè, probabilmente, la fa sentire meno in colpa quando rifiuta qualcosa.
Ama raccontare di quanto è stata bistrattata durante tutta la sua vita, quando in realtà è evidente che da sempre pensava di riuscire a farcela.
No, non è ipocrita. E' solo una scema emo che ha bisogno dell'amore degli altri per vivere.
Continuo a non odiarla. Non ci riesco. Non so se è la pioggia che mi raffredda la mente o se per davvero sto cominciando a ragionare.
In fondo le voglio bene, anche se è una stronza. Anche se ha mille difetti.
Di certo non posso abbandonarla.
Anche se sono certo che lei lo farà (come tutti d'altra parte). Prima o poi, mi lasciano da parte.
Perchè tutti usano il mio personaggio, mi amano solo quando lo interpreto. Posso contare sulle dita delle mie mani quanti in realtà mi conoscono, quanti mi amano davvero per quello che sono in realtà.
Forse mi permetterà di andarmene nel silenzio, come una comparsa in uno spettacolo, un'ombra.
Risentendo il mio nome, non proverà che pena.
Come tutti.
Piove ancora. Adesso basta, la mia vita offuscata non mi permette di vedere niente.
Me ne torno nel mio piccolo inferno personale.
88ThEmIrRoR88 ha postato il sabato, 31 maggio 2008 alle..23:36
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Il mio cuore batte a ritmo di musica. Sento la musica fin nelle vene, è diventata il mio sangue. Corre così velocemente che quasi mi fa male.
Tra le teste intravedo la figura di Samuel.
Alzo gli occhi al cielo e stringo la mano di Marco. Inizia "Il cielo su Torino".
Il mio sogno si è realizzato...
88ThEmIrRoR88 ha postato il giovedì, 29 maggio 2008 alle..19:41
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Mi è appena passata l'ispirazione, volevo scrivere un resoconto bellissimo ma l'unica cosa che mi viene da dire è che....
HO REALIZZATO UNO DEI SOGNI DELLA MIA VITA!!
88ThEmIrRoR88 ha postato il domenica, 25 maggio 2008 alle..02:06
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Ohaiou!
Volevo solo farti un salutino prima di tornare a studiare e prima che l'arpia si alzi, accusandomi di essere chat dipendente (quando in realtà mentre dormiva non ho fatto che scrivere e cantare sottovoce le canzoni della Nannini).
Mancano poche ore al mio esame di giapponese e come potrai intuire dall'ora, sono rimasta sveglia tutta la notte a studiareXD
Sì lo so, non dovevo, in fondo non è esattamente la tecnica migliore per essere supersvegli all'esame...però, come ho scritto 2 secondi fa sul blog, c'erano solo 3 strade possibili questa notte:
1. cercavo di dormire senza successo :guruda: : probabilmente non avrei preso sonno perchè prima degli esami le budella mi si aggrovigliano come i fili di una matassa e cominciano a bruciare come se avessero preso fuoco QUINDI avrei fatto sogni erotici su Alucard, quello di Hell Sign, poi verso le 2 avrei cominciato a leggiucchiare qualche manga usando come unica luce quella della sveglietta (che ti assicuro che NON E' SUFFICIENTE a leggere se vuoi che i tuoi occhi rimangano sani ancora a lungo). Verso le 2,30, il mal di testa si sarebbe impossessato di me e mi avrebbe tormentato fino alle 4, quando mi sarei sicuramente alzata, presa ormai dalla disperazione, sconfitta dalle 5 sveglie di mia madre e dal rimorso per non aver utilizzato al meglio quelle ore preziose;
2. cercando di dormire, mi sarei davvero addormentata :suse: : lo so, due secondi prima ho detto che prima degli esami le budella si infuocano, ecc ecc però è altrettanto vero che mi prende un sonno assurdo quando realizzo che devo fare una fatica bestiale. Il tutto si sarebbe risolto in "sì, mi sveglio alle 4 e studio, sì devo svegliarmi. è importante...devo...ZZZZZZZZZZ".
Probabilmente avrei aperto i miei occhietti verso le 11, presa dal panico ovviamente perchè non avrei avuto il tempo di ripassare, preparami, scherzare e dare l'esame al meglio. Nella situazione peggiore, mi sarei svegliata all'13, nella disperazione più assoluta, correndo :arghda: per dare l'esame (anche perchè inizia alle 14), magari sognando di essere già lì, vestita e truccata come quella de "Il diavolo veste Prada" (che secondo me :epiless: rulleggia troppo XD) chiedendomi come mai sono così bella, preparata e tranquilla davanti l'aula dell'esame, così riposata e felice;
3. rimango sveglia tutta la notte senza rimpianti e mi godo il riposo totale dopo.
Era una scelta obbligata XD
Lo sai che l'ho scritto meglio qui che sul blog? Quasi quasi pubblico questo XDDD
Insomma, non so perchè ti ho detto tutto questo, saranno i due caffè che ho preso o il rifiuto totale verso le ultime 2 unità di Giapponese :igors: però volevo ringraziarti (di questo sono sicura :ferze: ) per l'incitamento che mi hai dato ^-^
Sia tu che l'omino di ferro, arubua fika XD
Buona Giornata :MAMORT:
Soi
88ThEmIrRoR88 ha postato il giovedì, 22 maggio 2008 alle..04:39
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"All authority of any kind, especially in the field of thought and understanding, is the most destructive, evil thing. Leaders destroy the followers and followers destroy the leaders. You have to be your own teacher and your own disciple.
You have to question everything that man has accepted as valuable, as necessary."
J. Krishnamurti.
Presa dal blog di Yamato, mea culpa.
Riassume tutto quello che avrei potuto dire in 5 pagine.
88ThEmIrRoR88 ha postato il mercoledì, 21 maggio 2008 alle..14:47
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Oddio quanto siamo belle *çç*

88ThEmIrRoR88 ha postato il mercoledì, 14 maggio 2008 alle..19:13
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Oggi ho di nuovo tentato il suicidio.
Di nuovo mi sono fermata davanti al dolore.
Ma questa volta non piangevo di disperazione, mi sembrava quasi un rito sacro.
Il rasoio accarezzava la mia pelle ambrata quasi con affetto.
Strano, no? <3
88ThEmIrRoR88 ha postato il martedì, 13 maggio 2008 alle..22:29
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Lo so che dovrei studiare. Non volevo scrivere un altro post, volevo lasciare in alto quello della Vane, così che lo leggesse immediatamente.
Scrivo queste poche righe solo per dirti che ci sono rimasta male, che se la tua intenzione era quella di farmi sentire male ci sei riuscito.
Sto già male di mio, non ho bisogno che tu rincari la dose.
Pensavo che tu fossi una persona sulla quale potessi contare, me lo hai dimostrato più volte eppure oggi mi hai deluso un po'. Ti prego non cominciare a pensare "Tanto lo dicono tutti, quindi chissenefrega". Quando hai avuto bisogno non ti ho mai voltato le spalle, ero solo preoccupata per lei, non mi sembra un crimine.
Perchè mi hai trattata così freddamente? Perchè mi hai attaccato il telefono in quel modo?
Non lo so, mi sento quasi male a scrivere queste cose, eppure è una cosa così piccola quello che è successo ma non riesco a non pensare al modo in cui mi hai trattato. Tutta questa cattiveria per cosa?
Avevo ragione io domenica pomeriggio, allora. Quando ti dicevo che disturbo. Ricordi cosa mi dicesti?
"Tu sei mia amica, come potresti darmi fastidio?"
Eppure oggi ci sono riuscita. Fatemi pure gli applausi, gentile pubblico.
88ThEmIrRoR88 ha postato il martedì, 13 maggio 2008 alle..16:46
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Io, piccola mia, lo trovo ancora strano.
Come è possibile che io mi sia affezionata tanto a te?
Io ti conosco appena Vane ma...non riesco a rimanere indifferente a quello che ti succede, non riesco a rimanere senza parole davanti alle tue lacrime.
Forse esagero, d'altronde ti conosco poco, eppure non riesco a frenarmi, non riesco a non esprimere questi sentimenti tanto sinceri quanto prematuri.
Mi sento inutile, vorrei chiamarti, vorrei avere la forza di parlarti e consolarti, vorrei che tu stessi bene, che nella tua vita non ci fossero preoccupazioni, vorrei vederti sorridere come ti ho visto fare domenica scorsa, quel sorriso di cui mi sono innamorata.
Sei bellissima quando sorridi di cuore, ricordatelo sempre.
Le lacrime non ti donano.
Un giorno tutto questo passera' e quando ripenseremo a questi giorni bui, non potremmo non ridere.
Il sole continua a splendere su Torino e i raggi accarezzano dolcemente i miei capelli, facendoli diventare quasi rossi.
Non riesco ad essere di buon umore, non ci riesco.
Quello che tu mi hai detto domenica, ovviamente vale anche per te.
Che stupida. Inutile dirlo, tu lo sai gia'. Me lo hai anche scritto sul braccio.
Aishiteru, Aria chan.
The rest is silence.

88ThEmIrRoR88 ha postato il martedì, 13 maggio 2008 alle..15:28
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Chiudo gli occhi e respiro. Voglio liberarmi da questa sensazione di oppressione che mi comprime il cuore: il suo peso, davvero esagerato, mi fa sentire come se stessi per morire di rimpianti.
Per la disperazione, certe volte, mi metto le mani sul viso, come fa mio nipote che crede di diventare invisibile.
Io non vedo, gli altri non mi vedono. Ma non è così.
Gli altri ti vedono: scrutano, giudicano, valutano e infine dispezzano a volte.
La vita mi ha insegnato che chi dimostra interessamento lo fa solo per un fine; nonostante questo non ho mai imparato a non fidarmi degli altri.
Io ho bisogno di comfrontarmi, di parlare, di consigliare. Ho bisogno di avere i contatti, ho bisogno di sapere che la mia vita ha uno scopo. Non importa se è soffrire il mio destino. Per ogni momento felice ce ne sono almeno 3 brutti che ti aspettano lungo la tua strada.
Ciò non toglie che non ne sia valsa la pena.
Yamato mi abbraccia, mi chiede che cos'ho. Niente, tranquillo replico con un sorriso improvvisato. Mi sorride ma si vede che non mi crede.
Gli dico che sto male. Gli confesso ogni cosa, come se fossi in punto di morte. Lui mi ascolta, mi dice la sua opinione a bassa voce, come se fosse un segreto indicibile.
"Ti voglio bene", mi dice.
Ti voglio bene anche io Yammi, ma ora come ora pensare all'amore mi fa solo male al cuore. Dico una stronzata, rido e mi accendo una sigaretta.
Come da copione.
Brava.
Dev si avvicina con fare minaccioso a me. Ha capito che ho qualcosa che non va ma mi ostino a non dirlo, quasi per dispetto.
Provo a spiegarglielo con voce debole, quasi un sussurro, articolando le parole in modo incomprensibile, quasi come se il mio subconscio non volesse ancora accettare di confidarsi a qualcuno sul serio, a cuore aperto.
Dev mi afferra le braccia, quasi mi fa male. Mi spiega che io vado bene così, che la perfezione non esiste, che devo accettare il mio essere umana, che non potrò essere mai come vorrei essere ma devo accettarmi per quello che sono.
Non ci credo, io non voglio essere me, io voglio essere perfetta.
Gli altri mi guardano, mi giudicano, ogni mio errore è commentato.
Sono paranoica, lo so. Ma è proprio questo quello che odio di me. Non riesco a cambiare, non riesco ad essere migliore.
Perchè?
Gli occhi della Vane incontrano i miei. Sembra preoccupata. "Vane no, ti prego, non farmi quello sguardo, scoppio a piangere, lo giuro": lo penso mentre si avvicina, malferma sui quei sandali bianchi tanto sweet lolita. Ovviamente non lo dico e mi limito a guardarla, seria.
"Non sei sola, Soi"
Mi sta venendo da piangere. Deglutisco e mantengo la faccia seria. Vane continua a parlare, chiedendomi addirittura se ho capito, come se pensasse che non la stessi ascoltando.
"Come potrei non ascoltarti Vane...ho capito, dico sul serio"
Mi abbraccia: si sente che lo fa con sentimento, nasconde la testa all'altezza della mia spalla. Non riesco a rispondere all'abbraccio: mi sento una persona insensibile, sono rimasta indifferente a una delle manifestazioni d'affetto più sincere che abbia mai avuto in vita mia.
Le prendo la mano, due volte più piccola della mia. Un altro abbraccio e via, si ritorna a casa. Sul treno guardo il paesaggio e mi viene da pensare che forse una speranza c'è. Il sole sta tramontando ormai. Sull'acqua prendono vita coreografie armoniose di riflessi.
Combatterò. E se cadrò di nuovo in basso, Marco, Vane, Dev e Yamato saranno con me.
Arigatou.
88ThEmIrRoR88 ha postato il lunedì, 12 maggio 2008 alle..21:50
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